La panchina

Parlano quei due. Prima lei, soprattutto lei, sempre lei. Testimone insolita di un addio troppe volte annunciato e troppo spesso rimandato, una panchina. Chissà quante coppie
avrà visto formarsi, amoreggiare e lasciarsi. Quei due stasera sono diversi però. Non le era mai capitato di ospitare due tipi del genere. Non sanno nemmeno loro cosa sono l’uno per l’altra. Non proprio amici perchè non si sono mai confidati fino in fondo. Amanti nemmeno, perchè non sono mai stati a letto insieme. Eppure sono anni che non riescono a mollarsi.

Lei è innamorata, si vede. E lui lo sa. Lo ha sempre saputo. Ma ha sempre fatto finta di niente. Perchè lei le faceva bene. Lei che c’era sempre, lei che era la parola giusta al momento giusto, lei che era lei, senza chiedere nulla in cambio. Rispettando silenzi, periodi di assenza e crisi personali. Lei che lo ha aiutato a riacquistare fiducia in se stesso dichiarandole il suo amore. Lui che lo ha rifiutato ma che la tiene lì, da tirare fuori nei momenti di sconforto. Lui che non l’ha mai lasciata avvicinare fino in fondo. Lei che ha sempre visto il bello che c’era in lui, prima di lui.

Lui che si innamora di altre ma che le dice che alla fine sarà sempre da lei che tornerà. Perchè sono legati. Perchè lei ha ragione, è il suo specchio. Quello delle verità scomode che però fanno crescere.

Lei adesso ha le idee chiare. E’ decisa, non lo vuole più vedere. Ancora prima di sapere che lui sta frequentando un’altra. Se lo sente, lo sa. Perchè lo ha sempre saputo che con lui sarebbe andata a finire così. Ma la speranza è l’ultima a morire. Come quella volta che le aveva detto che non sapeva cosa sarebbe potuto succedere tra loro. Bisogna vivere il presente, senza farsi aspettative, la rassicurava. Eppure il loro rapporto sempre lì stava. Dicono si chiami dipendenza affettiva.

Stasera si stanno dicendo addio per sempre. Non come le ultime due volte in cui lui è tornato a cercarla. Lui che non sa nemmeno lui cosa vuole, da chi e perchè. Le confessa che ha un’altra. Le dice che tra loro non ci potrà mai essere niente e che non c’è mai stato niente. Lei che tenta di capire cosa ha rappresentato nelle sua vita in tutto questo tempo e lui che non riesce a darle una risposta.

Hanno condiviso tanto quei due in questi anni, ma ognuno a modo a suo. Ognuno nel suo mondo, combattendo le proprie insicurezze e paure.

Non sono stati niente eppure sono stati tutto, fino a quell’istante.

Lei lo lascia andare. Non sa più chi sia quel ragazzo che le sta di fronte. Forse non lo ha mai saputo. Lo ha solo idealizzato. Lui incassa, dispiaciuto. In fondo domani sa già con chi consolarsi. Peccato non abbia capito fino in fondo quello che si sta perdendo.

Un lungo abbraccio di saluto, l’unico sincero che si scambiano da quando si conoscono, tanto oramai non hanno più nulla da perdere. Si alzano dalla panchina. Lei è la prima ad allontanarsi, lui la guarda ancora un po’ e solo in quel momento realizza che lei, uscendo dalla sua vita, per l’ennesima volta, gli sta dando una grande lezione di amore. Quello che lascia liberi.

La panchina oramai vuota, rimane lì, spettatrice silenziosa di un’altra storia d’amore. Una storia che la maggior parte delle persone non potrà mai capire, perchè un amore così non lo si può raccontare. Solo provare.

 

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