Guardare oltre, vedere dentro.

Fin da piccola ho sempre amato osservare i paesaggi e fantasticare sulle case degli altri. Seduta sul sedile posteriore della macchina, durante il tragitto per andare a trovare i nonni, amavo osservare ogni casa che il mio sguardo incrociasse lungo la via. Imparandole addirittura a memoria.Mi divertivo a sognare l’arredamento celato all’ interno o immaginare la vita di chi ci abitava. Era bello fantasticare sulle persone e sui luoghi: c’era la villa sontuosa a due piani e quella più modesta ma con lo scivolo per i bambini. L’appartamento abbandonato e a fianco quello con la ringhiera del terrazzo appena verniciata. O ancora le zone residenziali, popolate di villette a schiera, dove non sapevo mai da che parte iniziare a guardare. I giardini erano uno più bello dell’altro, quasi come se ci fosse una gara silenziosa tra vicini per avere il laghetto più bello, l’arredamento più costo o le piante tropicali più particolari. Mi piaceva osservare ogni singolo dettaglio e scovare le differenze.

Perchè in fondo si impara da piccoli a saper vedere, che è cosa ben diversa dal guardare. E a me è sempre piaciuto vedere dentro. Osservare e andare oltre. Che non vuol dire farsi i fatti degli altri, ma provare a scoprire l’altro e le sue diversità. Comprendere. Prendere con sé. Far proprio per costruirsi. Sentire. Non solo con le orecchie ma anche con il cuore. Saper cogliere i dettagli, la cura di un’abitazione e la storia di chi vive dietro quelle finestre. Ancora adesso, quando passeggio a piedi per le vie della città, mi soffermo a osservare attici e giardini incastonati tra terra e cielo. E mi chiedo quanto grande possa essere il valore nascosto dietro ogni singolo muro. Un valore materiale certo, ma soprattutto affettivo. La risposta la trovo alzando gli occhi al cielo, illuminato da un puntino rosso. Dicono sia Marte, in questi giorni più luminoso del solito, perchè vicino alla terra. La terra, la nostra casa. Sia essa un pianeta, un porto sicuro, un mare aperto, uno spazio chiuso, una famiglia imperfetta, una persona speciale, una mano tesa, un abbraccio affettuoso. L’importante è che ci faccia sentire al sicuro. E accolti, ovunque siamo.

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